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sabato 15 ottobre 2011
sabato 28 agosto 2010
Shirdi Sai Baba: l'incredibile Santo di Shirdi (terza ed ultima parte)
Il suo insegnamento fu essenzialmente l'Amore. Diceva che il giorno che il discepolo avesse realizzato cos'è veramente l’Amore, avrebbe automaticamente ottenuto la Rivelazione. E insisteva sempre sul fatto che se si riusciva a vedere Dio in tutto il Creato, sarebbe risultato assurdo il litigio e l'odio, divenendo di fatto impossibile provare risentimento verso qualcuno. La strada per raggiungere tutto ciò veniva da lui indicata come l'assoluto arrendersi a Dio. Con lui quindi ebbe grande impulso la via tradizionale indiana della Bhakti (la via della devozione e dell'amore).
Per la compassione innata in questo grande maestro, egli sapeva che la lotta per purificare le nostre emozioni ci avrebbe stancato; allora egli sosteneva di affidarsi a Dio con pensieri di amore e di resa. Invece di cominciare dal fondo lottando per salire, Shirdi Sai Baba ci consiglia di cominciare accettando Dio come un assioma spirituale. Il Divino diventa quindi il punto di partenza, il nucleo dal quale noi progrediamo per il conseguimento dell'amicizia e fratellanza degli uomini. Questa è una premessa confortante e anche gratificante, perché così siamo sicuri che quando l'anima dell'aspirante muove il primo passo verso Dio, l'Onnipotente si affretta a prenderlo sotto la Sua eterna protezione.
Consapevole della bellezza e del potere che risiede nella devozione che è tesa al Divino, Shri Sai Baba esortava uomini e donne ad adottare la Bhakti (Devozione) come la sadhana più gratificante. Comunque non si deve pensare che Shirdi Baba denigrasse in alcun modo il valore e l'importanza di altri percorsi. "Dopo tutto, il fine è lo stesso", dichiarava Shirdi "non ha importanza tramite quale delle varie strade cerchi di raggiungerlo". Infine la ricerca e il cercatore diventano uno assieme a tutti i ricercatori che anelano a raggiungere la Luce comune. La Bhakti o amore è il più naturale e vitale sentimento del cuore umano. Amare ed essere amato rientrano nel fine di ogni normale esperienza individuale, e nessuno è esente dal bisogno di coltivare l'amore. Come un vero e sensibile psicologo, Sai Baba riconobbe che il bisogno di adorare è proprio del cuore umano e che la sadhana basata sulla devozione (Bhakti) potrebbe veramente diventare la base per un dialogo interreligioso.
Shirdi Sai Baba morì improvvisamente il 15 ottobre del 1918, alle 2 e 30 del mattino, mentre era seduto insieme ai suoi devoti. Semplicemente reclinò la testa sulla spalla del devoto che gli sedeva vicino e spirò.

Murti di Shirdi alle Mauritius: la vibhuti prodotta è di color rosa.
giovedì 19 agosto 2010
Shirdi Sai Baba: l'incredibile Santo di Shirdi (seconda parte)
Di carattere gioviale, Shirdi Sai Baba amava parlare e scherzare con i suoi numerosi fedeli. Vestiva come un Musulmano e portava i segni della casta come un Hindu. Con la stessa grande gioia e come un bambino celebrava le feste di ambedue le comunità. Se i protagonisti Hindu provavano un senso di orgoglio nel pensiero che secondo le loro usanze Baba teneva sempre acceso il sacro fuoco davanti a sé, essi erano anche forzatamente costretti ad ammettere che dopo tutto egli viveva in un masjid (moschea). Egli citava il Corano e deliziava i suoi fedeli Musulmani, per poi lasciarli interdetti con la sua profonda Hindu shastras (conoscenza). Egli stesso si chiamava fachiro e sulle sue labbra risuonava costantemente la magia "Allah Malik" (Dio Re). Ma poi egli si chiamava anche Brahamino puro, e mostrava una notevole abilità in tutte le pratiche yoga. Per lui, e non si stancava di ripeterlo, Rama (il Dio degli induisti) e Rahim (il Dio dei Mussulmani) erano la stessa ed unica Divinità. Era un magnifico tributo alla sua luminosa presenza che i più famosi membri ortodossi di ambedue le comunità si prostravano ai suoi piedi. Forse un tale fenomeno è ancora sconosciuto nella storia, dove queste due comunità hanno venerato un Profeta con la stessa venerazione e con la reciproca tolleranza per l'altrui modo di adorazione.

Il suo insegnamento orale avveniva generalmente tramite parabole, ma l'insegnamento più profondo, quello che attirò su di lui la profonda devozione dell'intero Paese, avvenne tramite l'esempio della sua vita.
Sebbene nel corso degli anni somme sempre più ingenti di denaro e offerte arrivassero alla sua residenza, egli visse sempre nella più assoluta povertà, andando ogni mattina personalmente a mendicare il cibo per la giornata. Non ebbe mai un guardaroba, ma usava sempre lo stesso straccio di cui egli stesso rammendava e rattoppava i buchi sin tanto che qualche discepolo lo obbligava a sostituirlo con uno nuovo. Tutto quello che arrivava, veniva immediatamente regalato a chi ne aveva bisogno. Non predicò mai la povertà ai sui discepoli e non chiese a nessuno di seguire il suo stile di vita. Non pose nemmeno divieti sul cibo che ciascuno poteva mangiare, anzi, a volte sforzò qualche bigotto a mangiare ciò che la sua religione gli vietava.
Era sempre raggiungibile da chiunque, 24 ore al giorno, sempre pronto a rispondere a qualsiasi domanda. Era solito chiedere ogni giorno ai discepoli più ricchi dalle 4 alle 100 rupie. Denaro che immediatamente ridistribuiva tra i discepoli più poveri. Richiesto sul perché lo facesse, rispose che chiedeva solo a coloro che gli venivano indicati dal Fakir (Dio), ma che in cambio del denaro ricevuto lui era obbligato a tornare qualcosa di valore dieci volte superiore.
mercoledì 18 agosto 2010
Shirdi Sai Baba: l'incredibile Santo di Shirdi (prima parte)

Sabato 18 settembre Sri Swami Vishwananda compirà una cerimonia del fuoco (Yagna) presso il Centro d'Ompio in Italia, dedicata al santo indiano Shirdi Sai Baba. Per chi non conoscesse questa figura perlatro molto venerata in India, ecco un breve resoconto della "vita terrestre" di un'Incarnazione Divina.
Sai Baba di Shirdi è oggi una delle figure più venerate in India, sia dalla componente Musulmana che da quella Indù ed è considerato come un'incarnazione dell'Amore.
Scrivere una biografia sommaria di santi è molto difficile, ma le difficoltà diventano veramente insormontabili quando si ha da trattare con la vita dell'incredibile Santo di Shirdi. I primi anni della vita di Sai Baba sono avvolti da contraddizioni e misteri. Per giunta, gli piaceva coltivare il senso di mistero e incertezza che aleggiava sulla sua nascita, la sua famiglia, gli eventi e avvenimenti della sua prima infanzia. Infatti Shirdi Baba è uno di quei rari santi della cui nascita e famiglia non c'è una vera documentazione. Tutto quello che è storicamente conosciuto è che Shirdi Sai Baba arrivò nel villaggio di Shirdi quando era un ragazzo di sedici anni, e visse laggiù per circa quattro anni. Poi improvvisamente sparì per un po'di tempo, e dopo un lasso di altri quattro anni ritornò a Shirdi all'incirca nell'anno 1859. Da allora egli rimase nel luogo da lui prescelto per un ininterrotto periodo di circa sessant'anni finché non raggiunse il suo mahasamadhi nel 1918. Ma dove e quando questo giovane ragazzo nacque, da dove proveniva, non fu mai definitivamente chiarito.

Immagini di Shirdi Sai Baba ricoperte di vibhuti nell'ashram di Guruji alle Mauritius.
Secondo una leggenda, peraltro non confermata, sarebbe nato nello stato di Nazim da una famiglia di Bramini. Si suppone che essendo stato abbandonato dalla sua famiglia, sia stato poi allevato da un fachiro; in seguito alla morte del fachiro sarebbe stato preso in casa dallo Zamindar (raccoglitore di tasse) di Selu che lo allevò insegnandogli i principi della sua religione. Come già detto però non vi è alcuna conferma storica di tale origine e lo stesso Shirdi Sai Baba non ne fece mai cenno.
L'unico dato certo è che, all'apparente età di 16 anni, fece la sua prima comparsa a Shirdi (piccolo villaggio nello stato del Maharastra, India) al seguito di un corteo matrimoniale. Il proprietario del campo, tale Baghat Mhalsapati, dove si fermò il carro che trasportava Sai Baba, quando lo vide scendere lo salutò dicendo: 'Benvenuto Sai'. Da quel giorno il suo nome fu quindi Sai Baba di Shirdi. Era l'anno 1859.
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