venerdì 14 agosto 2009

Sviluppare la devozione


Oggi Sri Swami Vishwananda vuole condividere con noi questo messaggio:
Più percepite Dio, più diventate parte di Lui. Come è detto nella Gita: Quando si canta il nome di Dio, il Signore prende pieno possesso della persona. Più questa persona si lascia andare, più lascia andare il proprio Ego, l’orgoglio, più la persona realizzerà il Divino. Ma più si rimane attaccati all’ orgoglio, più si rimane attaccati all’identità, meno sarà possibile trovare la vera felicità. La via più facile che Dio ci ha dato è cantare la Sua gloria. Qualsiasi Nome Divino, cantalo! E quando canti, lasciati trascinare. Cerca di non pensare con la mente. In Occidente in special modo, ci piace usare molto la mente. Ma la nostra mente ha un limite. Può la mente capire il cuore? No, non lo capirà mai. La mente può capire solo le cose che hanno un limite. Quando c’è un muro contro cui puoi sbattere, la mente capirà. E dopo ti lamenterai, perché ti sei fatto male.
Invece se centri te stesso nel tuo cuore, e risvegli la Consapevolezza Divina , fluirai sempre. Entrerai nell’Estasi Divina, percepirai un’energia differente fluire attraverso di te; la mente non potrà capire e allora piangendo dirà: “ Voglio capire, ma non ci riesco.” Così il potere della mente diminuirà e il potere del cuore aumenterà. Il Signore vi ha inviato qui a realizzare qualcosa di veramente semplice: sviluppare la Bhakti (devozione) e raggiungere l’Autorealizzazione.

giovedì 13 agosto 2009

Krishna Janmastami (nascita di Krishna) il più popolare fra tutti gli avatara di Vishnu


Uddhava chiese a Krishna: “Krishna, dimmi cos’è la bhakti (devozione)…”
Con un leggero sorriso Krishna disse: “Colui che mi è caro deve sicuramente possedere parecchie qualità. Per me, la più importante di queste è la compassione. L’uomo dovrebbe essere colmo di compassione per le sofferenze degli altri. Non dovrebbe tradire coloro che hanno fiducia in lui. Dovrebbe essere paziente, sincero ad ogni costo e senza invidia per alcuno. Non dovrebbe esultare quando la felicità arriva sul suo cammino né sprofondare nelle profondità dello sconforto quando la sofferenza gli fa visita. Dovrebbe aiutare gli altri quanto più gli è possibile. I suoi sensi non dovrebbero allontanarlo dal sentiero che ha stabilito per se stesso. Il suo cuore dovrebbe essere pronto a struggersi alla vista della sofferenza degli altri: dall’altra parte, quando le afflizioni gli fanno visita dovrebbe essere incrollabile ed impassibile. (…)
Non dovrebbe mai aspettarsi lode ed onori dagli altri; ma anche non dovrebbe fallire nei suoi doveri. Se trova qualcuno sinceramente interessato ad imparare qualcosa da lui, non dovrebbe, per alcun motivo, negare tale conoscenza. Non dovrebbe ingannare gli altri e non dovrebbe essere coinvolto in nulla, a meno che la ragione non sia puramente per l’interesse di fare del bene per agli altri…(…)
Tale uomo non assumerà mai l’aspetto di un santo né parlerà delle buone azioni che ha fatto per aiutare gli altri.
Uddhava, tu mi sei molto caro e io ti svelerò il segreto dei segreti, il segreto per conquistare il mio amore, il segreto del Bhakti yoga.
(…) Io rispondo solo all’amore. Coloro che sono arrivati a me sono riusciti a farlo per puro affetto nei miei confronti, Bhakti, e null’altro. La Bhakti non conosce né casta né credo. (…)
Io sono compiaciuto se, con la mente chiara, egli fa lo sforzo di vedere me in ogni ognuno ed in ogni cosa. Se egli realizza che tutto è pervaso da me e solo me, non c’è bisogno per lui di eseguire Japa o Tapas poiché significa che è un’anima evoluta. L’uomo saggio è colui che ha realizzato me e a colui tutto appare uguale. Tutte le cose gli appaiono come manifestazione di me e solamente di me. Non trova differenza tra un uomo di casta alta e un uomo di casta bassa poiché egli ama entrambi con lo stesso affetto. Egli mi vede nel sole, nella scintilla del fuoco, in un uomo nel quale la calma è manifesta e in un uomo colmo di pensieri tormentati. Egli sa che lo stesso Brahman dimora in tutti loro e per causa di avarana (ignoranza che oscura tutte le cose) essi non mi realizzano.
Ad un uomo con tali pensieri, è facile essere senza ego o invidia, arroganza o astio.
È incredibile ma vero che l’uomo saggio che riesce a vedere Brahman in ogni cosa attorno a sé, che si è liberato di ogni desiderio, che è insensibile agli opposti, che è impassibile sia al dolore sia al piacere, perverrà allo stato di Brahmi.(…)

Da: SRIMAD BHAGAVATAM.

mercoledì 12 agosto 2009

Come fare le cose

Una volta dissi a Swamiji che non so come comportarmi con lui. Lui mi rispose che facendo tutto con amore non mi devo preoccupare di sbagliare. Non solo nel rapporto con Lui, o nel rapporto con Dio, ma con ogni cosa che facciamo nella vita. Come il famoso detto "non dipende cosa fai, ma come lo fai".
Se facciamo qualcosa, dobbiamo provare a farlo con tutto il nostro essere, con tutta la devozione che abbiamo. Ogni giorno, per ogni incarico che abbiamo, sì, ogni momento. Questa è una delle tante cose che abbiamo imparato leggendo vari libri... Peró, dopo che lui mi ha nuovamente ricordato a questa sagezza, mi rendo sempre piú conto di questa veritá. Piú osservo le cose in questo modo, piú la bellezza delle cose semplici e quotidiane si fa vedere. Che beatitudine puó essere quella di percepire il divino in tutto; nel fare e nel non fare.
Che Dio ci guidi alla realizzazione di ció - alla realizazione del Sè.
OM SHANTI OM

La scintilla dell’Amore Divino.

Oggi Swami Vishwananda ci racconta una storia sull’Amore Divino.
Una volta un Maestro con i suoi discepoli stava viaggiando. Stanchi del viaggio, si fermarono per riposarsi un pò. Un discepolo allora chiese: “Maestro, tu parli sempre dell’amore. Dici sempre che l’Amore è eterno, che l’amore è l’unica cosa che dobbiamo raggiungere, ma sembra che nasciamo, moriamo e non realizziamo questo amore. Dov’è questo amore?” Il Maestro rimase in silenzio per qualche istante. Accanto a lui vi era un sasso. Trascinò il sasso verso di sé, e prese un altro sasso dal fiume. Cominciò a picchiettare i sassi uno con l’altro, quello preso dal fiume e quello preso dalla terra. Cosa successe dopo un po’? Una scintilla! Ci fu il fuoco. Il sasso che era nell’acqua, e il sasso che era sulla terra, entrambi avevano la stessa scintilla. Anche se il sasso che proveniva dall’acqua è stato nell’acqua per secoli, può produrre una scintilla. È lo stesso per l’uomo. Non ha importanza quante volte rinasci, quante incarnazioni avrai, questa scintilla di Amore Divino sarà sempre con te. Devi solo volerlo lasciarlo uscire. È semplice. È facile. Sta solo aspettando – e per lasciarlo venire fuori devi solo volerlo; devi lasciarlo uscire.

martedì 11 agosto 2009

Alla ricerca della felicità

Vedete, noi siamo sempre alla ricerca. La ricerca di chi noi siamo. La ricerca di cosa stiamo facendo qui. Molte volte c’è questo click nella vostra mente, e vi ritrovate a chiedervi: “Sono solo una semplice incarnazione umana nata qui su questa terra?”

Vedete, questa ricerca può durare anni e anni. Potete girare il mondo, cercare qualcosa di profondo, cercare ciò che veramente vi soddisfa. Ma, poiché l’essere umano desidera sempre nuove cose, vi godete solo per un breve periodo ciò che avete trovato, poco dopo il desiderio scompare e in breve tempo desiderate qualcos’altro. Gli esseri umani desiderano sempre, e voi manterrete questa tendenza a desiderare sino a quando desidererete cose materiali. Un desiderio ti guiderà ad un altro desiderio; ma voi credete che sia veramente questo il senso dell’incarnazione dell’umanità? Suvvia…certo che no!

È detto che l’essere umano sia "Satchitananda". Questa è una parola sanscrita. "Sat" significa Esistenza. "Chit" significa Consapevolezza. E "Ananda" è Beatitudine. “Signore, dammi la felicità.” Pensate che Lui vi respingerà? Non Lui! Lui ve la darà. Ma sta a voi avere cura di questa felicità. E sta a voi conservarla ed aiutarla a crescere.

lunedì 10 agosto 2009

Arrivare alla grazia divina senza aspettativa

Quando poni la tua mente da una parte e cerchi di non ascoltarla, risveglierai l’ Amore Divino. Quando dici: “Dio, mi arrendo a te. Ho provato a fare del mio meglio. Ho fatto di tutto, ogni tipo di yoga, ogni tipo di meditazione, ho fatto tutto nella mia vita, ma l’Amore ancora non è arrivato. Ora sono stanco di tutto ciò. Mi arrendo a te. Fai ciò che devi fare.”
In questo abbandono profondo, vedrai quanto Dio ti è vicino. Perché spesso facciamo molte cose ma abbiamo aspettative. Preghiamo, e ci aspettiamo qualcosa. Meditiamo, e ci aspettiamo che Dio balzi nella nostra meditazione. Questa aspettativa non ti guiderà da nessuna parte. Solo quando non ti aspetti nulla da Dio, e accetti, come un bimbo, qualsiasi cosa Dio ti sta dando, e sei felice di qualunque cosa ti da, solo allora Lui ti darà la piena realizzazione dell’ Amore Divino. Perciò guarda profondamente dentro di te, e cerca di fare del tuo meglio per sentirLo.

domenica 9 agosto 2009

Apri il tuo cuore...non fermarti

Se gli esseri umani potessero capire l’amore che vi è dentro di loro, canterebbero nello stesso modo in cui Radha cantava il nome di Krishna, amerebbero nello stesso modo in cui Maria Maddalena amava Gesù Cristo, lo stesso modo in cui tutti i santi nel mondo amavano Dio. Tutti voi potete raggiungere questo amore. Tutti voi potete divenire questa realtà perchè questo è ciò che in definitiva voi siete: Puro Amore, Pura Divinità.
Solo la mente vi blocca nel realizzare ciò. Spesso parliamo della mente. Ma Dio ha dato all’uomo anche un cuore. Il cuore non è qui solo per pompare il sangue nel corpo. È qui anche per “sentire”. Spesso quando veniamo feriti, il cuore prova molto dolore, vero? E quando sentite gioia e felicità, il cuore è completamente aperto.
E amare Dio è…a dire il vero non posso esprimerlo in parole, perché è un misto di ogni cosa. A volte litigherete con Dio, a volte sarete completamente innamorati di Lui. E alla fine di tutti e tre c’è solo questo Puro Amore. E questa è la libertà che tutti voi avete. Ma dovete esprimerlo veramente, lasciando che cresca. Senza “ma..”. Troppe volte diciamo: “Noi cerchiamo di aprire il nostro cuore, ma c’è sempre qualcosa che ci ostacola.”
Provate, e vedrete. Un giorno vi abbandonerete completamente, dicendo: “Apri il mio cuore. Sono qui. Mi arrendo a te – mente, corpo, anima sono Tuoi! Fa tutto ciò che vuoi.” Sicuramente sarete guidati. Fatelo. Spesso le persone iniziano a farlo, ma poi nella loro mente sorgono i dubbi.
Vedete, il dubbio nasce perché voi prevedete dei limiti…l’ aspettativa limita il Divino. Pensate che Dio possa essere limitato quando dite: “Dio, ti amo. Io voglio veramente sentirTi. Voglio veramente conoscerTi!” e subito dopo cominciate ad interrogarvi sulla luce, quando Lui è la Luce di tutte le Luci, e la Luce che questi occhi umani non possono neanche vedere.

giovedì 6 agosto 2009

Aiuto spontaneo

Una volta mi trovavo davanti al tempio con un gruppo di italiani i quali avevamo appena terminato un’ intervista di gruppo con Guruji; fuori dal tempio Guruji scambiò ancora qualche parola con noi e poi si diresse verso un signore che, seduto sul pavimento nella hall, stava scrivendo sul suo diario.
Vidi Guruji andare da lui e parlarli. Ad un tratto Guruji tirò “fuori dal nulla” una medaglietta che regalò a questa persona. Non mi meravigliai più di tanto, perché Guruji fa spesso dei "regalini" alle persone.
Più tardi incontrai quel signore e gli chiesi che medaglietta gli avesse dato. Me la fece vedere. Vi era Lakshmi, la divinità dell’abbondanza. Gli chiesi se avesse chiesto qualcosa di particolare a Guruji ma mi rispose “no”. Seduto lí, nella hall fuori dal tempio, stava riflettendo su come creare un centro spirituale nel suo paese. Si poneva il problema delle finanze, come arrangiare tutto, come fare. Proprio il quel momento arrivò Guruji, che gli la medaglia con Lakshmi dicendogli: “Ti aiuterò io.” Naturalmente questo signore rimase sorpreso, e grato per questa benedizione. Anch’io lo ero per lui, ed ero contento di vedere che l’aiuto arriva, se deve arrivare, anche se non lo chiedi a parole.

domenica 2 agosto 2009

L´anima

" Cos'è l' anima ?" venne chiesto una volta a Swamiji.
Swami Vishwananda:
"L´anima è Dio, energia cosmica. Noi siamo parte di Dio, collegati col Divino, uniti a Lui. La nostra mente é determinata, l' Anima invece non lo è.
Noi ci indentifichiamo così tanto con la nostra mente, con i nostri pensieri, con ciò che il karma ha creato con il tempo, e creiamo così il nostro piccolo ego, la nostra presente personalità.
Noi però siamo molto di più che quello. Il nostro vero essere lo troviamo dentro di noi, nella purezza e perfezione del nostro cuore. Come Gesù Cristo diceva: "Coloro che hanno il cuore puro, vedranno Dio".
Il dono più grande che ci ha dato Dio è l'amore. É la fonte di tutta la vita e la portiamo dentro di noi, perché la nostra anima é Dio."

Pensieri sulla vita e l´amore

Una volta durante un satsang Swami Vishwananda ci pose due domande:

- "cos'è il senso della vita?"
- "cosa intendiamo per ego?"

Dopo aver espresso la nostra opinione, Swami disse:
"L'"Ego" è l'immagine creata dalla nostra mente. La "Vita" é molto di piú di ciò che é stato detto prima. La vita é una sfida, un impegno, considerato come una gioia da alcuni e da altri invece come una pena, o una maledizione.
La vita ha tante sfacettature; una di queste é la gioia di servire ma ce ne sono tante altre. Tutte però hanno in comune l'Amore Divino, il quale ci lega e ci unisce.

Il dono piú grande che Dio ci ha dato é l'Amore, l'Amore eterno, onnipresente che fluisce constantemente dalla sorgente divina.