sabato 12 settembre 2009

Il Cuore più bello


C’era una volta, nella piazza di un villaggio gremita di persone, un giovane che diceva di avere il cuore più bello del mondo. In effetti era davvero perfetto, senza alcun difetto e tutti quanti glielo ammiravano. Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era sicuramente il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro e più lo dicevano e più il giovane si insuperbiva e si vantava di quel cuore meraviglioso.
All’improvviso, dalla folla, spuntò un vecchio che disse: “Beh, a dir la verità, il tuo cuore è meno bello del mio.”
Quando il vecchio mostrò il suo cuore aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della gente del villaggio e del giovane. Certo quel cuore batteva forte ma era coperto di cicatrici. Vi erano delle zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi rimpiazzati con altri che però non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta era pieno di grossi buchi dove mancavano pezzi interi. Tutti quanti guardavano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardò come era ridotto il cuore del vecchio e scoppiò a ridere: “Stai scherzando vero? Confronta il tuo cuore con il mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è tutto un rattoppo di ferite e lacrime.”
“È vero” ammise il vecchio “Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio con il mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona a cui ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e glielo ho dato, e spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del suo cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio. Ma certo ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi, e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato: ciascuno mi ricorda l’amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persona che non mi hanno corrisposto: questo spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quante dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l’amore che provo anche per queste persone…e chissà? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi adesso cosa sia la vera bellezza?”
Il giovane era rimasto senza parole…Prese un pezzo del suo cuore, andò incontro al vecchio e glielo offrì con le mani che tremavano. Il vecchio lo accettò. Lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta nel cuore del giovane. Ci entrava ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Il giovane guardò il suo cuore, che non era più “il cuore più bello del mondo” eppure lo trovava più meraviglioso che mai: perché l’amore del vecchio scorreva in lui.

venerdì 11 settembre 2009

Il Vangelo di Buddha


Un uomo stolto, sentendo dire che il Buddha osservava il principio della grande carità che comanda di rendere bene per male, venne e lo insultò.
Buddha rimase in silenzio, compassionando la sua follia.
Quando l’uomo ebbe finito di ingiuriarlo, Buddha gli rivolse una domanda dicendo: “Figlio mio, se un uomo rifiuta di accettarlo, a chi apparterrebbe il dono che gli è offerto?”
Ed egli rispose: “In tal caso apparterrebbe a colui che l’ha offerto.”
“Figlio mio” disse Buddha “tu mi hai ingiuriato, ma io rifiuto di accettare il tuo insulto e chiedo che tu lo serba per te. Non sarà esso fonte di infelicità per te? Come l’eco appartiene al suono e l’ombra alla sostanza, così l’infelicità raggiunge senza fallo colui che fa il male.”
L’ingiuriato non rispose nulla e Buddha continuò.
“L’uomo malvagio che rimprovera l’uomo buono è simile ad un uomo che leva la sua faccia e sputa verso il cielo; lo sputo non contamina il cielo ma torna in giù e contamina la sua persona.”

domenica 6 settembre 2009

25 kg di Vibhuti

Una mattina nell`anno 2005, mentre eravamo in visita all´ashram di Swami Vishwananda alle Mauritius, Swamiji disse:"Oggi devo fare della Vibhuti, fra poco me ne servirá molta.”
Swami, con indosso un Lunghi (una specie di lenzuolo-vestito indiano) andò nella sua stanza, e si sedette su un grande lenzuolo steso per terra. Mise un CD con il Mantra „Om Namah Shivaya“. Noi eravamo seduti nella stanza vicina e cantavamo lo stesso Mantra. Dop ca. 40 minuti , Yogeshini, che custodiva l´entrata di sua stanza, ci chiamò. C`era profumo di Vibhuti ovunque, e quando entrammo, l´atmosfera era incredibile. Swamiji stava seduto in mezzo alla stanza circondato da cenere bianca. Anche lui era ricoperto da quella, dalla testa sino ai piedi. Dopo che Swami si fu alzato, spostammo il lenzuolo prendendolo per i quattro angoli e iniziammo a riempire sacchettini di vibhudi. Alla fine li pesammo ed erano piú di 25 kg.
Quando chiedemmo a Swami:"Da dove viene tutta questa Vibhuti? Come funziona?" Swamiji spiegò: „È luce che esce dal mio corpo. Si trasforma in Vibhuti. In passato lasciavo che la gente mi guardasse, ma ora la luce é troppo forte, i loro occhi si brucerebbero.“
Sumitra / Svizzera

Onam festival

Martedí scorso abbiamo tutti partecipato alla preparazione dei fiori per il mandala della festa di Onam. Su ogni tavolo venivano raggruppati e "spetalati" i fiori dello stesso colore. Sri Swami Vishwananda passava in mezzo noi, aiutava un pó e chiaccherava con tutti.
Alla fine Swamiji iniziava una battaglia con i fiori strappati. Che ridere....









La mattina dopo, mercoledì 02.09, Swami Atmachaithanya ha utilizzato i petali e i fiori per creare un bellissimo mandala nel tempio e un? altro davanti all´entrata.

Swamiji e il coniglio












Durante la mia ultima visita a Springen, ho portato con me il mio coniglietto. Appena Swamiji lo vide, lo volle prendere in braccio e accarezzarlo un pó, ma il mio coniglietto, essendo un pó timido, non si fidava più di tanto. Ma certo neanche un coniglio puó resistere a Swamiji, e dopo un pò di esitazione decise di avvicinarsi e di sedersi sulle sue ginocchia. Quando però l´animale iniziò a grattare i suoi vestiti arancioni, Swamiji cominciò a preoccuparsi un pó e disse:" Ohhh, spero che questo coniglio non creda che io sia una carota gigante;" e lo ripiazzò sulla panchina!

Lilo-Germania

sabato 5 settembre 2009

Ciò che spetta a voi.


Gesù ha parlato dell’Io: “Io sono la Via, la Verità, e la Luce.” Questo è l’Io della consapevolezza, l'Io della Coscienza Cristica che guida l’umanità. Questa coscienza è in ognuno di voi; sta aspettando di diventare attiva. Va bene che veniate al Darshan e va bene che vi sediate in meditazione. Ma non dovreste farlo solo adesso, dovreste farlo sempre. Al Darshan, ricevendo la benedizione, prana hooti, voi ricevete e attivate la luce dentro di voi. Questo è quello che io posso fare, il resto spetta a voi.

Io posso prendere il cibo e ridurlo in purè e metterlo nella vostra bocca, ma non posso inghiottirlo per voi. Sarei felice di farlo, ma questa parte spetta a voi. Voi dite: “Noi proviamo a farlo ma non succede niente.” Vi ho già detto: “Se provate con aspettativa, non succederà.” Dovete svuotare la vostra mente completamente. Un pensiero passerà. Lasciatelo passare. Non alimentatelo. Voi non siete il pensiero. Voi non siete la mente. Voi siete di più. Voi siete figli di Dio. Voi siete parte della creazione divina. Fate di ciò la vostra impresa. Fate di ciò la meta della vostra vita…solo quando la vostra mente sarà calma, sentirete il cuore parlarvi.

venerdì 4 settembre 2009

Il segreto del Divino

Quando chiamiamo una persona che cosa succede? La persona ci guarda e ci dice: “Cosa vuoi?”. Lo stesso accade quando chiamate il Divino dentro di voi. Anche Lui vi chiederà: “Cosa vuoi da me?” Allora potrai porgli la tua richiesta: “Signore, voglio l’autorealizzazione, voglio realizzare Dio.” Ma la relazione che si è instaurata tra te e il Divino non è solo di questo momento; è eterna.
Sia che crediate in Dio sia che non crediate in Dio, nel profondo di voi stessi il vostro spirito sa che vi è un grande Sé, sa che vi è una grande coscienza che pervade ogni cosa. Per esempio, se succede qualcosa di brutto nella vostra vita, chi chiamate per primo? Cosa dite? Dite: “Oh mio Dio!” Non dite: “ Oh marito mio! Oh moglie mia! Oh padre mio! Oh madre mia!” Perchè?
Anche loro vi sono molto cari. Ma in quel momento è presenta una coscienza superiore; c’è Dio, che è più vicino a te di chiunque altro. È perciò che sia che voi ci crediate sia che non ci crediate (in Dio), la prima cosa che uscirà dalla vostra bocca è: “Oh mio Dio”.
Il segreto che si trova nel nome del Divino è Dio stesso. Il nome di una persona non è quella persona. Posso chiamare una persona; posso cantare il nome di questa persona tutto il tempo ma questa persona non verrà a me. Mentre se canto il nome di Mahavatar Babaji, se canto il nome di Krishna o di Gesù o se canto il nome di Allah, loro verranno di sicuro. Loro vengono perché il nome del Divino è la completezza del Divino Stesso…più cantate, più andrete dentro questa completezza del suono dentro di voi; più conoscerete il segreto; più godrete della bellezza che si trova dentro di voi. Dopo aver cantato a voce alta, il canto diviene silente dentro di voi. Anche quando state dormendo, dentro di voi il canto continuerà sempre.

giovedì 3 settembre 2009

"...ma la più grande di esse è l'Amore."


"Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo.
E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla.
E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova.
L'amore è paziente, è benigno; l'amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia,
non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; non si rallegra dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità,
tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
L'amore non viene mai meno, ma le profezie saranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza sarà abolita
perché conosciamo in parte e profetizziamo in parte.
Ma quando sarà venuta la perfezione, allora quello che è solo parziale sarà abolito.
Quand'ero bambino, parlavo come un bambino, avevo il senno di un bambino, ragionavo come un bambino; quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino.
Ora infatti vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo a faccia a faccia; ora conosco in parte, ma allora conoscerò proprio come sono stato conosciuto.
Ora dunque queste tre cose rimangono: fede, speranza e amore; ma la più grande di esse è l'amore."
dalla lettera di San Paolo ai Corinzi, 13

mercoledì 2 settembre 2009

Siate la Luce


Nel profondo del vostro cuore vi è qualcosa di grande che è stato dato all’umanità e che ad ogni battito del cuore vi dice: “Fammi uscire!” Il Divino vi sta chiamando dal profondo di voi stessi. E voi siete l’unica persona che ha la chiave. Aprite il cuore, rendete questo cuore di carne il Cuore di Luce, una Luce che la mente non può comprendere, una Luce senza forma, una Luce senza colore, assoluta, magnifica, maestosa Luce, più splendente del sole stesso. Quindi guarda la Luce…ciò che tu realmente sei. E una volta che l’hai vista, una volta che la possiedi, non lasciarla andare. Conservala e irradiala. In ogni momento, ovunque voi siate, siate la Luce. Attraverso questa Luce, avverrà la guarigione, attraverso questa Luce, il dolore sarà curato. Attraverso questa Luce, si conquisterà la realizzazione.

martedì 1 settembre 2009

Meditazione e pensiero.


Jai Gurudev!
Oggi vorrei parlare con voi di meditazione e pensiero. Molte persone meditano. Meditare fa molto bene. Una volta intrapreso un sentiero spirituale, la prima cosa che vi viene richiesta è quella di sedervi e meditare. Ma non potete meditare per 24 ore al giorno. Sarebbe piuttosto difficile, non è vero? Per alcuni yogi è possibile – ma anche loro, dopo un po’, si devono riposare. Alcuni yogi possono rimanere in samadhi per giorni. Per anni! Ma dopo di ciò , devono prendersi una pausa. Ho incontrato in India uno yogi di circa 200 anni, forse anche di più. Naturalmente, tra tutti gli yogi, il raj yogi Mahavatar Babaji è il più vecchio, più di 5000 anni. Raj yogi significa il re degli yogi. Comunque anche Lui se và in giro con delle persone. Perciò, non possiamo meditare sempre – specialmente qui in Occidente. Ma c’è un sostituto della meditazione - il pensiero. La mente che Dio ha posto nell’essere umano è oltremodo potente. Con essa potete creare o potete distruggere. Dipende da ognuno di voi come controllare il pensiero. La prima cosa nella spiritualità, la prima e la miglior cosa che potete fare, è controllare il pensiero. Più il pensiero è negativo, più si riflette all’esterno. Spesso questi pensieri negativi riguardano sé stessi: “Come sono cattivo, quanto sono negativo.” Sapete di essere negativi e godete nell’ esserlo. Ma perché godete di ciò? Perché vi piace? Prima di tutto dobbiamo cambiare i pensieri riguardanti noi stessi. Poi possiamo cambiare i pensieri riguardanti gli altri. Sino a quando giudichiamo noi stessi, non possiamo fare altro che vedere i nostri lati negativi.
Il pensiero è estremamente facile da controllare. Non avete bisogno di sedervi e controllarlo. Quando il pensiero attraversa la vostra mente, lo riconoscete. Sapete se è un pensiero positivo o negativo. Se è positivo, sarà costruttivo. Ma se è negativo, cercate di non alimentarlo. Dite a voi stessi: “Questo non sono io.” E lasciatelo andare. Quando lascerete andare questo pensiero, vedrete quanto la vostra vita può essere bella, e quanto meravigliosa è questa vita che Dio ci ha dato. Anche la vostra meditazione sarà più facile. Perché il potere dei pensieri è il positivismo nell’essere umano. Attraverso i pensieri, qualsiasi cosa desideriate per voi stessi, a qualsiasi cosa pensiate, lo riceverete.
Il pensiero è la forza di volontà dell’uomo. È la via che usate per la realizzazione di Dio. Tutta la spiritualità inizia qui – nella mente. Dopo raggiunge il cuore. Usate il pensiero per aprire il cuore. Ed imparerete ad ascoltare senza esitazione questa pensiero del cuore – che forse volete chiamare la voce di Dio. Ogni volta che vi siederete in meditazione, sentirete una profonda beatitudine, e la consapevolezza che voi siete Divini sarà sempre con voi.
Ci sono differenti modi per controllare il pensiero. Vi ho già detto di fermarli nel momento in cui vi rendete conto che è un pensiero negativo. Un altro modo è cantare il nome di Dio, e continuare a recitarlo. Dio ha preso molte forme, ed in ogni forma c’è l’energia per l’uomo per trascendere l’umano al Divino. Perciò sino a quando non riuscirete a dominare la vostra mente, fate uso del namasmarana. Cantate il nome di Dio ovunque voi siate. E quando cantate, non chiudete gli occhi, lasciateli aperti. Vedete, quando chiudete gli occhi cominciate a pensare, e a dire: “Oh, sto cantando il nome di Dio.” Certo, ma l’atto del pensare è ancora qui. La mente sta ancora saltando come una scimmia. Lasciate gli occhi aperti. Se non volete focalizzarvi su una forma, concentratevi su un muro bianco. Concentratevi su quello!
Ci sono anche differenti asana che aiutano a controllare il pensiero. Una molto utilizzata è l’albero,
nella quale dovete rimanere su una gamba sola. L’altra deve essere portata il più possibile in alto, con le mani sollevate, e focalizzandosi su un’immagine o su un muro bianco. Questo aiuta molto a controllare la mente. Vedrete che facendo questo, sperimenterete quanto, a volte, l’uomo è sbilanciato. Quando il pensiero è puro, questa purezza si rifletterà. Ovunque voi sarete, questo amore fluirà. E le persone vedranno – penso di averlo già detto l’ultima volta – che voi siete il riflesso della Divinità. Non in senso egoistico, ma con amore. Se riflettete la luce di Dio non ci sarà sofferenza.
Vedete, la nostra mente è responsabile di tutta la sofferenza che vedete all’esterno. Se la mente, i pensieri che avete sono puri, non ci sarà questa sofferenza. Gli esseri umani pensano di essere solo esseri umani e gioiscono nell’essere umani. E spesso essi dimenticano che dietro questa forma umana c’è anche la Divinità. E per raggiungerla, non dovrebbero avere paura. È la vostra vera natura…quello che voi veramente siete. Dovete solo volerlo sinceramente. Vogliatelo sinceramente, per voi stessi!
Jai Gurudev.