sabato 20 marzo 2010

Atma Kriya Newsletter



Jai Gurudev a tutti voi.
Ecco il nuovo numero delle Newsletter dell'Atma Kriya! A molti di voi è già stato spedito via mail; per coloro che invece non lo avessero ricevuto, potete utilizzare il link sotto riportato: vi introdurrà al sito Atma Kriya, dove potrete leggere sia la prima sia la seconda uscita delle Newsletter.
In attesa di incontrarvi presto qui nell'ashram o durante gli eventi di maggio in Italia, lo staff dell'Atma Kriya Yoga Institute vi augura di trovare negli articoli che leggerete, gioia ed ispirazione.

http://newsletter.atmakriya.pl/it.html

mercoledì 17 marzo 2010

Swamiji in Kenia

La scorsa settimana Swamiji è stato in Kenia per qualche giorno.
Ha incontrato molte persone che erano in cerca di un suo consiglio. In Kenia vi è un gruppo di devoti che ha incontrato Swami già 15 anni fa. A quel tempo Visham, cosí i suoi amici lo chiamano lí, ha compiuto uno dei sui primi viaggi fuori dalle Mauritius e ha trascorso lì sei mesi.
Per alcune persone Swami é famoso per la vibhuddi che si é materializzata nei luoghi da lui visitati.











Swami ha tenuto un darshan a cui hanno partecipato ca. 500-600 persone, quasi tutti indiani. In una seconda occasione Swami ha tenuto un Satsang sull' Atma Kriya e sull' importanza dell' impegno personale sulla strada verso Dio.

Il gruppo dei devoti del Kenia ha dato vita ad un'attività seva che consiste nel visitare scuole frequentate da bambini disabili e fornire loro assistenza, materiali, oggetti necessari come sedie a rotelle, portare il cibo quotidianamente ma soprattutto lavorano con i bambini per renderli il più possibile indipendenti.

E' stata una bellissima esperienza andare in questi lioghi ed essere in contatto con questi bambini. Quanti sorrisi!

Nonostante la loro situazione, credo che molti di questi bambini siano molto piú sereni di noi che abbiamo tutto ma che non esitiamo a lamentarci per qualsiasi cosa.
Questi bimbi si aiutano a vicenda: la bimba che dà da mangiare al compagno vicino che non é in grado di farlo da sè; un bimbo che sa a malapena camminare, spinge il compagno sulla sedia a rotelle...
Sono loro che ci danno la possibilitá di servire e di ricordarci quali sono le cose essenziali nella vita...


martedì 16 marzo 2010

Holi - seconda parte

Cari lettori, ad essere sinceri volevamo nascondere questa pazzia della seconda parte di "HAPPY HOLI" ma era troppo bello per non condividerlo:)

Alle quattro del pomeriggio circa sembrava che la festa di Holi fosse finita.
Molti di noi avevano già fatto la prima o pure la seconda doccia.
Ma quando tutto sembrava ormai passato una nuova battaglia, questa volta con la farina, aveva inizio nella mail hall. E piú persone venivano coinvolte, piú era divertente. Al ritmo dei tamburi tutti combattevano contro tutti tanto che alla fine abbiamo abbiamo usato tutta la farina della cucina.
Il video su U-tube lo abbiamo gia tolto, perchè era troppo tribale :))) però vi potete fare un'idea da questa foto...

lunedì 1 marzo 2010

Holi: la festa dei colori

Oggi è stata una giornata veramente speciale qui nell'ashram. Tutti noi sapevamo che oggi nella tradizione indiana, buddista e shik si celebra Holi, il festival dei colori, che segna l'inizio della primavera. Particolarità di questa festa è la tradizione di gettare addosso alle persone della polvere colorata. (Se volete saperne di più visitate il sito http://en.wikipedia.org/wiki/Holi)
Questa mattina tutti i residenti erano particolarmente vigili, sapendo benissimo che questa festa è particolarmente cara a Guruji...
Ciò significava camminare in giro per l'ashram con circospezione e sempre attenti ad ogni angolo: Guruji poteva nascondersi ovunque, con manciate di polvere colorata in mano! Mentre scendevo le scale per recarmi nell'ufficio Atma Kriya, ricevo una telefonata da Mataji Vishnuprya che mi dice: qualcosa sta succedendo nel tempio...Guruji è lì...hai indossato degli abiti vecchi? oggi è pericoloso andare in giro con abiti buoni...
Beh, ormai ero in fondo alle scale, proprio davanti alla porta a vetri che dà sul salone dove si trova la porta del tempio...e come un bimbo curioso appiccico il naso al vetro, per vedere se riesco a scorgere movimenti strani...ed eventualmente dare l'allarme. Ed in effetti qualcosa vedo...E' proprio Guruji che in quel momento esce dal tempio, mi vede e con l'aria più innocente di questo mondo si dirige verso di me...come poter pensare male vedendo quell'aria così innocente? Quando arriva davanti alla porta addirittura gliela apro...è stato come cadere nella fossa dei leoni...


ma in pochi si sono salvati...





nessuno è potuto sfuggire al proprio destino...anche chi si era rinchiuso in casa è stato raggiunto...




ma alla fine ci siamo divertiti come bimbi e conserveremo per sempre nella nostra memoria questi bellissimi ricordi con Guruji

Il giorno dell' apparizione di Mahaprabhu Chaitanya


Ieri, domenica 28 febbraio, abbiamo celebrato l'apparizione di Chaitanya Mahaprabu. E' stata una festa piena di allegria, di danze e di canti... e con tanti "HARI BOL"!!!!! cantati a squarciagola.


Una performance speciale è stata data da Durghavati che ha composto una canzone per Swamiji.

E' stata una scena per la televisione!

Darshan 28 febbraio

E' stata una serata particolare, intima, con ca. 80 persona e molta energia...Già prima che il darshan iniziasse, le persone ballavano con le mani in alto. Spesso si vedono questi immagini solo alla fine dell' evento.

Nel Satsang Guruji ha parlato di Gaura Purnima, l' apparizione di Chaitanya Mahaprabu, che abbiamo celebrato ieri, e Holi che si celebra oggi.
Se qualcuno è interessato possiamo provare a procurare la trascizione del satsang. In caso scrivetelo nel commento, e se c'è l' interesse vedremo cosa possiamo fare.

Durante il darshan abbiano assistito ad una scena che ha toccato tutti noi; una mamma con il proprio bimbo si è avvicinata per ricevere la benedizione; quando Guruji ha preso in braccio il bimbo e lo ha posato sulle sue ginocchia, egli si è dimostrato così a prprio agio che Guruji ha deciso di farlo "partecipare" e lo ha quindi fatto sedere accanto a lui. Il bimbo si è dimostrato ben contento e soddisfatto, tanto che è rimasto accanto a Guruji tranquillo ma attento, sino alla fine del darshan, quando Guruji lo ha ripreso in braccio. L'ultima scena che si è mostrata ai nostri occhi è stato il fortunato bimbo che tra le braccia di Guruji si muoveva al ritmo del bhajan che i ragazzi del gruppo stavano suonando. Chissà quanti dei presenti avrebbero voluto essere al posto di quel bimbo!

domenica 21 febbraio 2010

Come Shiva appariva a un ragazzo



Guruji racconta:


"C´era una volta un ragazzo che ogni giorno andava al tempio di Shiva. Ma l´entrata era solo libera per i ré. Li dispiaceva vedere che solo i nobili potevano entrare, ma lui comunque andava lí ogni giorno a venerare Shiva dal difuori. Un giorno trovava un bel sasso sulla via che portava allo tempio. Se lo porto a casa e lo installó in mezzo alla casa.

Cosí iniziava a preghare a questo sasso ogni giorno con molta devozione. Preghava a Maha Kaleshwar nel sasso, e attraveso la sua devozione cadeva spesso in un exstasy profonda.
Un giorno la sua madre lo cercava disperatamente guando lo incontrava a casa davanti al suo amato sasso. Furiosa nel vedere questa scena, prendeva il sasso e lo buttava fuori di casa gridando:"Che stai a fare qua, perdendo tempo pregando a un sasso. Non conosci ne un mantra ne un rito, perció perche mai stai perdendo il tuo tempo?!"
Il figlio si alzava a recuperare il suo amato sasso e lo baciava con carezza, senza dare tanta attenzione alle parole della sua madre.
In quel momento appariva Shiva e disse al ragazzo:"Caro mio sono molto contento con te, dimmi il tuo desiderio e sarra esaudito."
Il ragazzo contestava:"Mio signore, ho avuto la grazia di vederti, cosa potrei desiderare di piú? Sii sempre con me!
Era la fede del ragazzo che acontentava Shiva. Ha trasformato il sasso in un Jyotirlingam, e prometteva che ogni persona che viene a preghare lí con devozione, riceverá suo Dharshan.
Logicamente dobbiamo essere puri nel cuore, e dobbiamo avere vera devozione.
Vi piace questo ragazzo? Lui aveva devozione, e ognuno che ha una devozione del genere riceverà la benedizione del signore stesso! "

mercoledì 3 febbraio 2010

La nuova residenza di Sri Lakshmi

In questi giorni vi è un gran fermento qui a Springen: per nove giorni celebreremo il rituale chiamato Prana Pratishta che serve per infondere l'energia vitale in una murti. Poco prima del suo viaggio alle Mauritius ed in Sudafrica, Guruji ha ricevuto in dono una bellissima murti della Madre Divina nella forma della dea Lakshmi ed è a Lei che ogni mattina dedichiamo le nostre preghiere.
Shree Dhanaa Karshana Sree Maha Lakshmi Sahita Sri Kuberaya, questo il suo nome, è tra noi per esaudire tutti i nostri desideri e per rimuovere tutte le nostre negatività e gli ostacoli sul nostro cammino. Ha scelto Springen come sua dimora e ha trasmesso a Guruji il nome da Lei scelto per il centro: SHREEM PEEDAM NILAYA che significa appunto RESIDENZA DI LAKSHMI.
Pramoda



lunedì 1 febbraio 2010

Guruji in mezzo alla neve

Dopo un'intensa giornata di preghiera e rituali dedicati alla Madre Divina, Guruji ed alcuni residenti sono coraggiosamente usciti in mezzo alla neve...




Davanti ad un cumulo di neve Guruji ha avuto una bellissima idea e si è subito messo al lavoro...





Ed ecco Springeshwari, la Madre Divina giunta a noi direttamente dalle nevi dell'Himalaya...

martedì 26 gennaio 2010

JUST DO IT ....FALLO SEMPLICEMENTE



Un giorno di marzo del 2007 ricevetti una mail da un mio amico in Svizzera con allegato un volantino che annunciava un Darshan con Sri Swami Vishwananda a Bellinzona per il mese di maggio. Mesi prima lo stesso amico mi aveva regalato il CD “Brahmachari Singing” che da allora ascoltavo quasi tutti i giorni. Io non sapevo assolutamente chi fosse Swami Vishwananda, ma collegandolo alle canzoni devozionali mi sentii subito chiamata ad andare anche se non sapevo cosa fosse un Darshan.
Presi il treno dall'Italia e andai in Svizzera direttamente sul luogo dell'evento, dove incontrai i miei amici. L'atmosfera nella sala era bellissima e di festa, si cantavano dei bhajan e si percepiva il fermento delle persone. Mi veniva da piangere dalla felicità di essere lì, ma decisa a voler vivere questa esperienza nella gioia e nel divertimento, smisi di piangere.
Quando Swami Vishwananda entrò nella sala l'energia divenne immediatamente altissima. Swami si sedette e subito iniziò a cantare con grande devozione. Dopo di che tenne un satsang dove parlava proprio del canto devozionale. Swami disse "Cantate il nome di Dio ogni volta che potete e questo vi aiuterà ad aprirvi a Lui e all'amore, perchè pronunciando il nome di Dio, cantando con amore, innalzate le vostre vibrazioni e potrete raggiungerLo." Mentre ascoltavo mi dicevo: "Ecco perchè mi piace il CD “Brahmachari Singing”, mi fa stare così bene!" Tra le canzoni ce n’era una che amavo tanto ascoltare e che dice: "Oh my Guru come to me!" La sera, prima di addormentarmi, continuava a passarmi nella mente e mi ritrovavo a cantarla sottovoce.... sembrava quasi una preghiera.
Poi iniziò il Darshan. Le persone si mettevano in fila e uno dopo l'altra arrivavano davanti a Swami, dove ricevevano la Sua benedizione. Tutto questo era accompagnato da canti e balli.
Io restai a guardarlo per tanto tempo. Mi colpì il Suo sorriso e l'espressione di amore che aveva. Dopo non so quanto mi misi in fila. Mentre mi avvicinavo a Lui il cuore iniziò a battermi più forte e la canzone che veniva suonata diceva: "Can't you hear my heart Swami?" Sembrava fatto apposta, perché veramente mi stavo chiedendo se lui stesse sentendo il mio cuore.
Poi arrivai di fronte a Lui, ricevetti la Sua benedizione e mentre mi faceva il dono della Vibuthi e dei petali di rose, lo guardai negli occhi… in quel momento mi sembrò di guardare nell'infinito. Non mi sarei più spostata da lì! Quando andai a sedermi, rimasi per 20 minuti tra uno stato di beatitudine, ma anche di tristezza, perché non avevo guardato abbastanza in quegli occhi Divini. Era come aver assaporato un gusto buono ma non averlo gustato fino in fondo. Non potevo lasciare le cose così con quel buco nel petto!
Decisi di rimettermi in fila, per fare benedire un mala che avevo comprato e per fargli vedere la foto di mio figlio adolescente che aveva i tipici problemi adolescenziali.
Quando arrivai nuovamente di fronte a Lui, Swami mi ridiede la benedizione e prima di benedire il mala mi chiese il mio nome. Poi dopo aver guardato la foto di mio figlio scambiammo alcune parole. Fu l’occasione per rituffarmi nuovamente nei suoi occhi. Era come fare il pieno di amore.
Rimasi in questo stato di beatitudine per almeno 3 settimane. Pensavo che non mi avrebbe mai più abbandonato. Dentro di me sapevo di aver incontrato il mio Maestro. Ci volle però un anno e mezzo prima che lo rincontrassi. Evidentemente questo tempo mi serviva per prepararmi ad accogliere qualcosa di grande.
Nel luglio del 2008 andai ad Assisi per fare un corso di Atma Kriya (allora Bhakti Kriya). In quei 3 giorni ebbi occasione, come tutti, di stare spesso nelle Sue vicinanze, sia perché ci faceva visita durante il corso, sia per via dei satsang, sia per l'iniziazione ed infine per il Darshan, a cui parteciparono tantissime persone.
Questi 3 giorni furono abbastanza travagliati per me, perché da una parte sapevo che ero ad un passo dal mio Maestro, e dall'altra c'era la mia mente che non mi lasciava in pace.
Poi riconobbi il gioco del mio ego. lo "presi" come se fosse un'altra persona e gli dissi: "Ho capito il tuo gioco, ma sappi che io andrò fino in fondo e questa sera durante il Darshan gli chiederò di diventare Sua discepola." Immediatamente il mio corpo e mente si rilassarono ed io capii di essere sulla giusta strada.
Poi finalmente il Darshan iniziò. Si cantava e si ballava, ma io preferii restare seduta a guardare il mio Maestro. Poi all’improvviso mi colpì una paura: "E se non mi accetta come discepola? Vorrà dire che non sono pronta?" Con queste domande nella mente mi misi in fila, dicendomi che avrei dovuto accettare la Sua risposta, qualunque essa fosse. Ma non riuscivo a convincermi.... Poi quando infine mi trovai davanti a Lui, sembrò che tutto intorno a me si fosse fermato: eravamo solo io e Lui.
Dopo aver ricevuto la Sua benedizione, gli chiesi se mi accettava come sua discepola. Dopo aver scambiato alcune frasi, con un sorriso amorevole e con gli occhi luminosi mi rispose: "YES". In quel momento ogni cellula del mio corpo iniziò a vibrare e questo "YES" è stata per molti mesi la chiave che mi collegava a Lui. Questa sensazione doveva essere quella che viene chiamata felicità.
Ricevetti l'iniziazione al discepolato dopo il Darshan-
Da quel giorno seppi che non sarei mai più stata da sola. Sperimentai in prima persona che è possibile praticare il Kriya anche se si vive una quotidianità impegnata. Vi erano dei giorni in cui provavo un amore infinito per tutto ciò che mi circondava. Ero immersa nella beatitudine anche se mi trovavo nella vita di tutti i giorni. Peccato che questo stato mi abbandonò dopo un paio di settimane.
Più avanti nel tempo compresi, grazie alle spiegazioni di Guruji, che questi alti e bassi sono una parte importante del cammino spirituale, perché dobbiamo passare attraverso la dualità e perché dobbiamo scegliere dove vogliamo essere.

Da allora ho spesso il bisogno di andare a Springen per stare nelle vicinanze del mio Guru e della mia famiglia allargata. Poterlo osservare durante le cerimonie, con quanta devozione ed amore prega la Madre Divina e tutte le Divinità, è un esempio per me. In ogni satsang ci sono degli insegnamenti da cogliere, e spesso Guruji ci ripete: "Fate il primo passo e Dio farà tutto il resto. Abbandonatevi al Volere Divino" Io comprendevo a livello mentale cosa volesse dire, ma non riuscivo a metterlo in pratica. Poi un giorno mentre ero nell'ashram lo incontrai nella hall, mi avvicinai e gli chiesi se potevo chiedergli una cosa. E Lui con tanto amore mi disse di sì. Allora presi il mio cuore in mano e gli chiesi: "Guruji come faccio ad abbandonarmi?" E lui mi rispose: "Fallo semplicemente" La risposta era racchiusa in due semplici parole. Non nego di essere rimasta un po' perplessa nel primo momento. Comunque Lo ringraziai e mi allontanai.
Lo stesso giorno ebbi occasione di parlare nuovamente con Lui, ma di altre cose. Stare vicino a Lui e potergli parlare mi faceva gonfiare il cuore. Poi una volta allontanatami da Lui, mi resi improvvisamente conto che forse era davvero semplice abbandonarsi! In quel momento con tutto il mio cuore decisi di volerlo fare. Decisi di fare un passo verso Dio, smettere di lottare ed accettare la Sua Volontà. Forse questa decisione può essere vista come il primo passo? Non lo so! Però so che da quel momento tutta la mia vita ha iniziato ad andare per il meglio. Ovviamente la cosa è graduale, ma Dio è veramente grande, perché Lui ti fa capire già da subito che sei sulla giusta strada, dandoti dei messaggi inconfondibili che ti incoraggiano a proseguire su quel cammino.
Ora non potrei nemmeno immaginarmi una vita senza Guruji. Sento la Sua presenza costante nella mia vita. So che Lui conosce la mia anima e sa cosa gli serve per evolvere e cerco di seguire i suoi insegnamenti anche dovendo scavalcare degli ostacoli interiori. Anche gli alti e bassi sono cambiati. Ora ci sono più "alti".

La Sua risposta: "Fallo semplicemente" é spesso nella mia mente e mi ricorda che devo permettere a Dio di compiere i Suoi miracoli nella mia vita; vita che sta cambiando molto velocemente, portandosi via molte certezze; ma questo non mi spaventa, perchè so per certo che il mio amato Guru mi sta tenendo per mano e mi sta guidando.
Grazie Guruji per tutto l'amore e la pazienza che hai avuto nel condurmi a Te.
Shankari