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sabato 24 agosto 2013

Guruji risponde: Satsang del 3/8/2013



  1.   In qualche modo, la Madre Divina è un'immagine astratta per me. Come possiamo contattare la Madre Divina? Quale pratica, rituale o cerimonia può aiutarci?

SV: Se volete prendere contatto con la Madre Divina, dovete sapere che la madre è sempre vicina ai suoi figli. Tenendo presente che la Madre è vicina, se voi avete fede, chiamatela e Lei sarà con voi. Se volete compiacerla con un rituale, ce ne sono molti. Ma sono complicati e dovete impararli bene. Ma il modo più semplice è amarla come un bambino ama sua madre. E Lei sarà con voi. Sapete, se volete trovare Dio, lo troverete solo nelle cose più semplici. Quando pregate, quando cantate, il Divino è vicino a voi. Non è inutile. Quando pregate la Madre Divina, Lei verrà e quando vorrà che voi abbiate una visione di Lei, voi avrete la Sua visione. Ma dovete prepararvi. Dovete preparare la vostra mente. Dovete controllarla. Dovete avere uno scopo preciso, questo darà alla mente una certa direzione. Quindi se vi concentrate diventate sempre più forti.

  1. Perchè, fra tutti i percorsi, tu hai scelto quello Hindu Vaishnava e quello Russo Ortodosso?

SV: Il misticismo Vaishnava e ortodosso sono simili. Io sono nato Hindu come anche tutti quanti. Nell'induismo quando si nasce non si devono fare riti speciali per diventare hindu, mentre nelle altre religioni sì.

  1. Come possiamo sviluppare l'umiltà che ci aiuta a risvegliare dentro di noi l'amore ?


SV: L'amore cosmico si risveglia quando voi vi dimenticate di voi stessi. Allora il Divino può prendere pieno possesso di voi. Finchè pensate che potete farlo da soli, va bene, dovete fare il vostro sforzo, ma tenete presente che nella mente, è Lui che lo fa. Ricordate che Dio è tutto. Allora potrete trovarlo dovunque.

  1. Amato Guruji, come capire in pratica le parole della Bibbia "Se qualcuno ti da  uno schiffo, porgi anche l'altra guancia" ?
SV: Il vostro dovere è amare, non importa se l'altra persona vi ama o no. ma se voi date amore, non importa se vi schiaffeggiano, se parlano male di voi. Dovete solo amarli, non siate turbati di quello che gli altri vi danno, ma state concentrati su quello che voi date agli altri. Questo è il significato di quella parabola.

  1. Caro Guruji, la beatitudine, Ananda, nutre demoni e dei?

SV: Quando siete in Ananda, vi elevate al di sopra delle qualità. Perciò ananda è al di là delle qualità buone o cattive. Nello stato di beatitudine non esiste bene e male. eE neppure viene nutrito il bene o il male. State trascendendo le qualità buone o cattive. La beatitudine è uno stato, non una qualità.


  1. Caro Swamiji, vorrei chiederti dei Testimoni di Geova. Credono che solo Geova è il migliore e tutto il resto proviene da Satana. Per favore, dimmi qual è la verità.
SV: Dio ride di questo. Egli dice: Io sono uno con molte forme perché ogni mia qualità  è una forma. Egli è lo stesso Dio con molte qualità. Se Dio fosse limitato Non sarebbe Dio. Dio è in ogni cuore? Quale Dio è? Indù, musulmani, cristiani .... Il Dio d'amore. Quando tutto si dissolve resta  solo  amore. Quando l'ignoranza scompare dalla mente, Dio si rivela. Non importa quello che la gente crede, fintanto che credono, ma non criticate gli altri. Questo  farà di voi un essere umano migliore. Al di là della religione sei un essere umano, cosa che è molto importante. Bisogna avere rispetto della umanità, delle persone. Bisogna aprire le finestre della mente finchè diventa chiara. Se i tuoi genitori non ti rispettano non importa,  rispettali tu, questo  è importante.

  1. Perchè Dio ha creato Maya?

SV: ha creato Maya per poter Godere in ogni cosa della sua creazione. Se non l'avesse fatto, come avrebbe potuto goderne?
  1. Swamiji, per favore puoi spiegare l'esperienza del Déjà vu?

SV: Non è uno stato di sogno. Quando si dorme la vostra  coscienza viaggia e fotografa  immagini. Ma quando un fatto accade quando si è nella vita normale, vi ricordate ciò che avete visto. La mente è come un registratore, tutto viene registrato nella mente. Anche un'impronta che hai lasciato in un luogo la puoi ricordare  in un'altra vita. La mente è l'archivio dei pensieri e li farà accadere. Per questo devi stare attento a ogni pensiero nella mente. Questo è il déjà vu, un'impronta. La coscienza non è limitata, non c'è muro che possa  fermarla.
  1. E' possibile che l'età dell'oro si verifichi non sul pianeta terra, ma in un altro mondo?

SV: : No, avverrà qui. Uno yogi ruota nel sat Yug, e percepisce il Divino ovunque. Una persona materiale sarà nel kali yuga perchè ha molta paura della distruzione. Dovete fare in modo che l' età d'oro per voi sia adesso. Perché se aspettate l'età d'oro neanche le vostre  ossa  saranno qui.

  1. Come sviluppare completta obbedienza e abbandono al 100% al Satguru?

SV: Per raggiungere questo stato dovete eliminare la vostra volontà. La gente parla sempre di abbandono, ma è solo per parlare. Se volete abbandonarvi, provate e basta.

  1. Tu ci insegni mantra indiani, bhajans, rituali, aspetti di Dio. Ho notato che un sacco di gente intorno a te porta abiti indiani. Ma noi - in occidente - dobbiamo vivere una vita indiana per realizzare Dio? Qual è il tuo parere?

SV: C'è un certo rispetto nei confronti dello scopo. I vestiti indiani non c'entrano, c'entra essere vestiti in modo appropriato. Questo aiuterà nel percorso. C'è un modo di vestirsi per ogni occasione: chiesa, spiaggia...

  1. Come possiamo aiutare una persona anziana a prepararsi a morire (ne sta parlando), se questa persona non segue nessuna religione, ma crede in qualcosa di assoluto?

SV: Devi dirle: sì, morirai. Se non accetti di dover morire, soffrirai di più, ma se lo accetti, si possono aprire delle porte. Devi farle passare la paura della morte parlando dell'immortalità dell'anima.



Dal Satsang del 3 Agosto 2013  a Shree Peetha Nilaya


domenica 19 maggio 2013

Le risposte di Guruji - I parte






Il 17 Maggio, a Shree Peetha Nilaya, Guruji ha tenuto un altro bellissimo Satsang. Eccone un estratto:
  1. L'Equanimità è una delle 26 qualità del devoto. E' possibile per una persona normale raggiungere questa qualità e come?

Sì, è possibile. Perchè la vostra vera natura , l'anima, non è limitata da niente – nè dal bene nè dal male. L'anima è sempre libera. Non è legata da nulla. Poichè guarda a questo (il bene e il male) sempre in modo equanime. Ma l'anima riceve tutte le informazioni dalla coscienza universale – Dio. E quando questa consapevolezza entra nella mente, la mente deve interpretarla in un certo modo. Così la mente automaticamente pone una limitazione, un giudizio, su tutto. E' per questo che giudichiamo. Perchè a causa del giudizio la mente non può comprendere la saggezza.
Nella Gita Krishna dice: ”Hei, Uddhava, non sprecare il tuo tempo in questo mondo con il bene e il male. Se vuoi raggiungermi, devi andare oltre queste qualità.” Questo significa che è possibile.
Nella Bibbia è detto: “Se vuoi ottenere il Regno di Dio, devi superare tutte le limitazioni. Sì, si può raggiungere questo livello se lo volete veramente. Questo è il punto più importante. Raggiungere l'equanimità si può, ma la questione è se volete farlo. Finchè non siete sinceri, non è possibile. Perchè siete voi che mettete le limitazioni. E' possibile arrivare all'equanimità anche per una persona normale. Quanto vi concentrate su questo, quanto lo desiderate? Desiderate nel modo giusto – anche desiderare Dio bisogna farlo nel modo giusto. Le persone del mondo desiderano le cose materiali. Ma qui, per desiderare dovete avere un certo impaziente desiderio. Possiamo dire che amiamo Dio, ma siamo impazienti che Lui si manifesti? Possiamo fare japa, ma per avere questo amore dovete volerlo, dovete superare le limitazioni. Voi siete su questo percorso. E' per questo che Dio vi ha chiamato. Attraverso il lavoro di molte vite. Dipende da voi. Il Maestro è qui per ricordarvi che dipende da voi seguirlo
  1. Si dovrebbe imparare a fare tutto con gioia o fare solo ciò che da gioia?
Qualche volta fate cose che non vi danno gioia, ma dovreste sempre cercare di farle con gioia.
  1. Come essere sempre in contatto con Colui che ci guida?


Il Divino non è mai lontano. E' costantemente vicino a voi. Il modo per diventarne consapevoli è attraverso il japa mantra. Più cantate il nome Divino, più la mente è in uno stato sottile e Lo sentirete in ogni azione, in ogni cosa che fate. Di tanto in tanto deve ritirarsi, perchè la natura umana è avida. Se il Divino da tutto in una sola volta, come lo apprezzerete? Ma quando dovete aspettarlo, sentirete questo desiderio ardente. Altrimenti non sarete grati di questo. Dovete far ricordare la vostra mente con il vostro japam. Non importa come state, dove siete, Lui è a un passo da voi. Vi sta venendo incontro. E' sempre davanti a voi che guida I vostri passi, sia che lo vogliate o no.
  1. Come aiutare gli altri con la preghiera?
    Pregate, ma non mendicate.
  1. Se dono me stesso completamente al Divino, devo anche donargli la mia personalità?
Perchè dovreste donare voi stessi, ma restare attaccati alla vostra personalità?Megli non donare nulla. Le persone sono così: Fanno un regalo e ne vogliono indietro la metà. Se date qualcosa, lasciatelo andare. Ma se voi tirate da un lato e Lui sta tirando dall'altro...Dovete lasciare andare anche la personalità. Per trascendere la personalità nel Divino, dovete lasciarla andare. Se non lo fate, avete un'altra vita per farlo e poi un'altra e un'altra...
  1. Dovrei fare servizio anche quando vengo maltrattato?

Se uno ha intrapreso un certo cammino, ha il dovere di servire, non importa se si viene maltrattati o no. Ma se si sente che malgrado si stia facendo pienamente il proprio servizio, non c'è apprezzamento e non cè la volontà di usufruirne da parte della persona che si sta servendo, allora dovete allontanarvene. Poi dovreste ridurre la vostra disponobilità, cosicchè la persona cominci ad apprezzarla.


giovedì 28 aprile 2011

Amicizia con Dio (Satsang)



L’Amicizia con Dio è la forma più alta e ultima di satsang. Può essere praticata a vari livelli: fisico, mentale e spirituale. Fisicamente adorando una Sua immagine o statua; mentalmente cantando il uo nome o cantando la Sua gloria, e spiritualmente meditando sulla Sua forma o sulle Sue qualità. Può essere praticata relazionandosi direttamente a Dio o attraverso un Guru, riconoscendolo come l'incarnazione di Dio. Nel Mahabhagavatam il Signore Mahavishnu spiega al suo devoto Prahlada otto forme di adorazione di Dio.

Queste sono:
1. Shravanam: ascoltare le opere e la grandezza di Dio.
2. Kirtanam : cantare o recitare i nomi e la grandezza di Dio.
3. Smaranam: ricordare i nomi e la grandezza di Dio.
4. Pada-sevanam: servizio ai Suoi piedi.
5. Archanam: rituali di adorazione della forma o dell'immagine di Dio.
6. Vandanam: rendere omaggio a Dio, unendo le mani o prostrandosi davanti a Lui.
7. Dasyam: agire come servo di Dio.
8. Sakhyam: agire come amico di Dio
9. Atma-nivedanam: arrendersi, affidarsi completamente a Dio.

L'amicizia con Dio richiede l’avvicinarsi al Divino con tutto il cuore e con fede incrollabile. La rinuncia è un atto di sacrificio nel quale tutte le idee di attaccamento sono accantonate per dare spazio alla ricerca della verità. La Devozione è una dichiarazione d'amore, e la rinuncia è la più alta forma di devozione, in cui ci si lascia alle spalle tutto e ci si affida completamente a Dio, nella fiducia che Egli si prenderà cura di noi in tutto e per tutto. Il vero satsang è la realizzazione di Sé o l'unione del Sé individuale con il Sé più alto.

mercoledì 27 aprile 2011

Amicizia Universale (Satsang)


L'ultima forma di amicizia spirituale è l'amicizia con tutto il creato, senza alcun obiettivo o interesse particolare. E' un'espressione del proprio amore e ammirazione per Dio e la sua intera manifestazione. Essa si esprime come amore incondizionato, compassione e fratellanza universale. Si tratta di un riconoscimento della onnipresenza e dell’onniscienza di Dio, un segno della propria resa a Dio. Questa idea ha raggiunto il suo culmine nel buddhismo con l'idea di Kalyana Mitrata (amicizia di buon auspicio) e si riflette anche negli insegnamenti di Cristo, quando Egli esorta i suoi seguaci ad amare i propri nemici.

mercoledì 20 aprile 2011

Amicizia con i pensieri puri (Satsang)


La mente o manas è una forma minore di coscienza. Si tratta di una piattaforma su cui ogni tipo di forma di pensiero nasce e scompare. Ogni pensiero che entra in essa rimane lì e fa il suo lavoro. La mente superiore è chitta o buddhi, l'intelligenza spirituale discriminante, chiamata anche jnana, in contrasto con la logica e la conoscenza materialistica della mente nota come vijnana. Chitta è la mente metafisica e Manas la mente fisica. Chitta ha la capacità di Hamsa (Cigno), il veicolo di Brahma, di separare il puro dall’impuro e il buono dal cattivo. Questa capacità discriminante deriva dalla conoscenza (jnana) acquisita attraverso l'esperienza o lo studio delle scritture o ascoltando le parole dei maestri illuminati. Si deve usare questa capacità discriminante, o buddhi, di rimanere concentrato sui pensieri puri, pensieri che sono spiritualmente utili, purificanti, stimolanti ed elevanti, pensieri che possono neutralizzare i pensieri negativi e nocivi e pensieri che possono aiutare la mente a stabilizzarsi e affermarsi nel Divino. Nel mondo moderno abbiamo diverse opportunità di restare concentrati sui pensieri puri. Possiamo usare il nostro potere di discriminazione facendo buon usa della televisione, di internet e delle notizie dei media. Possiamo selezionare libri ispiranti come la Bhagavad Gita , le Upanishad , il Dhammapada , la Bibbia o il Corano e anche le opere di maestri illuminati e guru. Coltivare l'amicizia con pensieri puri ed elevati è satsang a livello mentale.

martedì 19 aprile 2011

Amicizia con il Sè (Satsang)


Il Sé è l’aspetto interiore più nascosto della nostra personalità. È lo stato di "Io sono" che rimane sullo sfondo e osserva in silenzio tutto ciò che accade. Si può sentire la sua presenza durante la meditazione e diventando un osservatore distaccato del proprio Sé. Di solito succede per grazia di un guru o di Dio stesso. Alcune volte può iniziare come un processo mentale che diventa gradualmente una realtà in corso. Coloro che non hanno la fortuna di avere questa esperienza devono praticare il distacco, coltivare le virtù del distacco e della devozione e rimanere concentrati su questo io interiore finché non lo sperimenta nel più profondo stato di meditazione. Soffermarsi su pensieri del Sé interiore è la migliore forma di satsang. L'amicizia con il Sè è l'amicizia con Dio. Consacrare tutto al Sé, attribuendo tutte le vostre azioni al Sé e cercando il suo coinvolgimento in tutto ciò che si fa è la più alta forma di satsang che un individuo che è da solo possa praticare. Così facendo si arriverà al vero satsang o unità con il Sé. Mentre l’amicizia con Esseri Puri è un satsang a livello fisico, questo è un satsang a livello spirituale.

domenica 17 aprile 2011

L'amicizia con Esseri Puri (Satsang)



Unendosi a un satsang si può migliorare la propria qualità sattva e domare rajas e tamas. Più la mente si immerge in pensieri centrati sul Divino attraverso l'associazione con persone simili, più la qualità sattva aumenta. Le persone che partecipano regolarmente ai satsang diventano più riflessive e intuitive. Le loro menti si calmano e i loro sensi diventano più tranquilli. Il loro ego cede il posto all’energia di purificazione e di pulizia e al risveglio delle energie dormienti. Anche se questo lavoro di purificazione può richiedere un lungo tempo, anche partecipare a un solo satsang aiuta le persone a stabilizzare le loro menti su pensieri divini e a sviluppare la qualità sattva che è così importante per la trasformazione del Sé.
Nel mondo moderno la gente può praticare il satsang in molti modi, non solo attraverso i metodi tradizionali degli incontri. Può essere praticata anche quando si è fisicamente soli, rimanendo concentrati sui pensieri a Dio e sulla via della liberazione. Sul sentiero della liberazione le distrazioni sono tante e così sono le sfide. Ma si può avere la meglio su di esse rafforzando la propria qualità sattva. Alcuni dei mezzi per praticare satsang nella nostra epoca sono suggerite qui di seguito.

L'amicizia con Esseri Puri


L'idea di persone che si uniscono insieme per partecipare alle attività religiose ha preso forma nei monasteri buddisti. I monaci buddisti vivono in gruppi e meditano sugli insegnamenti del Buddha. La vita monastica facilita la purificazione delle loro menti e dei loro corpi. Con il loro canto continuo e con la meditazione inviano nell’universo potenti vibrazioni pensiero e contribuiscono così al benessere della comunità delle vicinanze. Nel Sikhismo il satsang è diventato una norma stabilita e un modo per dichiarare la propria fede nel Guru e nei suoi insegnamenti. Nell’induismo la vita negli ashram ha fornito l'opportunità alle persone di vivere insieme e partecipare alle attività orientate al Divino. I Purana nacquero da tali congregazioni e divennero il punto focale dei satsang. Nell’ India medievale la popolarità della Bhakti ha contribuito alla popolarità dei satsang dove la gente poteva esprimere la propria devozione verso il Divino attraverso riti di dedizione e di servizio disinteressato.
Per le persone impegnate con i doveri mondani, i rituali e il servizio forniscono l'occasione migliore per concentrare la mente su obiettivi spirituali e mantenere in vita le proprie aspirazioni interiori. Ugualmente, i templi, le chiese e i centri di pellegrinaggio hanno lo stesso scopo. Esse riuniscono persone di diverse origini e le sostengono nella propria determinazione a perseguire una vita di purezza e di virtù interiori. L'amicizia con persone materialiste, rafforza le nostre ambizioni materialistiche. L'amicizia con persone spirituali rafforzare le nostre aspirazioni spirituali. Per questo è molto importante come scegliamo i nostri amici. Tuttavia, ci sono diversi gradi anche tra le persone spirituali. Alcune sono altamente spirituali. Alcune sono esteriormente spirituali, ma interiormente rajasiche, e li possiamo veder agire in modo egoistico e prepotente, alla ricerca di un sé egoico. È quindi importante sapere quale compagnia frequentiamo e di quale compagnia abbiamo bisogno.

sabato 16 aprile 2011

Le qualità rajas e tamas (Satsang)


La qualità rajas spinge le persone in attività agitate. Le persone rajasiche sono guidate da un intenso desiderio di mostrare se stesse agli altri. Sono centrate su se stesse, a differenza delle persone sattviche che sono centrate sul Divino. Spinte da passioni, emozioni, dall'egoismo e dall'orgoglio, si considerano come coloro che agiscono e attribuiscono successi e fallimenti a se stessi o ai loro talenti o alle loro capacità innate. La loro fede in Dio è influenzata dai loro obiettivi personali e dai loro bisogni interiori. Se vengono deluse o subiscono degli impedimenti, non esitano a condannare Dio o a mettere in dubbio la Sua stessa esistenza. I leader mondiali che predicano ma raramente mettono in pratica e i religiosi bigotti che infliggono sofferenze di massa all’umanità auto proclamandosi soldati di Dio, appartengono a questa categoria. Si deve stare lontani dalla folla, se si vuole avere la pace della mente e la stabilità interiore.

La qualità tamas è responsabile del comportamento letargico e insensibile delle persone. Le persone tamasiche sono solitamente disinteressate a Dio e raramente svolgono una vita attiva e disciplinata. Poichè sono insensibili agli altri e ai loro stessi sentimenti, spesso indulgono in comportamenti crudeli e criminali che causano dolore e sofferenza. Sono spesso attratti da sostanze inebrianti e da cibi che causano letargia. Anche se credono in Dio, di solito ricorrono a culti segreti e a metodi inusuali di auto-tortura e di auto-distruzione per raggiungere l'auto-realizzazione. Le persone tamasiche sono solitamente negative e pessimiste. Essi prosciugano l’energia delle persone sollevando obiezioni o scoraggiandole dall’ intraprendere qualsiasi azione. Hanno sempre una scusa per non fare le cose o fare le cose in modo negativo. Incline alle abitudini di dipendenza, soffrono anche per sbalzi di umore estremi e attacchi di depressione. Si dovrebbe stare il più lontano possibile da questo tipo di persone.

venerdì 8 aprile 2011

Connettersi con la nostra purezza interiore.

Partecipare a incontri spirituali, visitare luoghi di culto come chiese, templi, moschee, visitare luoghi di pellegrinaggio, leggere testi spirituali scritti da Santi, stare in compagnia di ricercatori spirituali, visitare Santi o il proprio Guru, sono esempi di satsang di qualità progressivamente superiore. In realtà, c'è un flusso continuo di Coscienza Divina tutto intorno a noi. Ogni giorno veniamo a contatto con questi elementi, ma, se siamo in grado di assorbire la loro divinità dipende da quanto sottilmente puri (sattvico) siamo.


Infatti a un livello molto più profondo satsang significa essere con o restare connessi con la qualità interna del sattva o purezza. Sattva è una delle tre qualità di Prakriti (la natura), gli altri due sono rajas e tamas. La qualità sattva si manifesta negli esseri umani come conoscenza, tranquillità, contemplatività e spensieratezza. Le persone in cui questa qualità è predominante sono in possesso di una saggezza e di una conoscenza superiore e di solito sono immersi in una modalità di vita devozionale e spirituale. I loro pensieri ruotano intorno a Dio e cercano di liberarsi dai legami dell'ignoranza e dal ciclo di nascita e morte arrendendosi a Dio e conducendo una vita centrata sul Divino. Una persona sattvico è un satsangi naturale. Che sia in compagnia di altri o da solo, è sempre “in satsang” o in comunione con il bene e il puro. Lo scopo di un satsang è quello di sviluppare la qualità sattva attraverso l’amicizia spirituale o la compagnia con le persone sattviche.

giovedì 7 aprile 2011

Chiarire i propri dubbi (Satsang)


Molti si chiederanno perché vi è la necessità dei Satsang (incontro spirituale) visti i numerosi testi spirituali, le migliaia di testi sacri riguardanti la spiritualità ormai disponibili ovunque. Il motivo è che non importa quanto si è forniti di informazioni teoriche riguardo alla spiritualità; si può non essere in grado di praticare correttamente la Spiritualità se prima non si chiariscono i propri dubbi.
Spesso non è facile chiarire i propri dubbi ascoltando discorsi spirituali, conferenze, o semplicemente attraverso la lettura dei testi sacri. La natura del satsang non è di fare un discorso generale; qui le persone sono incoraggiate a porre domande di interesse specifico e quasi la metà del tempo viene speso nel chiarimento di questi dubbi.
La conoscenza spirituale teorica è impartita attraverso i vari testi sacri. Tuttavia la spiritualità è una scienza pratica. Più velocemente si mette in pratica questa conoscenza teorica e più velocemente si avanzerà verso il divino.

Una volta, un "saggio" che molto si vantava del proprio sapere, si trovò ad attraversare in barca un ampio e bel fiume. Mentre volgeva lo sguardo verso l'attraente panorama, attaccò animatamente discorso con l'allegro e simpatico barcaiolo, che remava al suo fianco con vigore e destrezza. - Allora, giovanotto, sa fare qualche cosa? -
- Io? So remare, nuotare e pregare.
- Ma non sa di filosofia? -
- Neanche ne ho mai sentito parlare.
- Ah! Amico mio! Allora lei ha perso un quarto della sua vita.
Non contento, il "saggio" continuò con una nuova domanda: - E ha studiato la fisica? -
- Neanche questa, no - rispose ridendo l'umile rematore.
- Allora ha perso due quarti della sua vita.
Insistendo nuovamente, il "saggio" gli fece una terza domanda: - Ha imparato la matematica? -
- No.
- E l'astronomia? E la grammatica?...
Per tutte queste domande il povero barcaiolo aveva la stessa risposta: - No!
- Allora, mio caro, lei ha già perso tre quarti della sua vita.

Navigavano così, distratti dalla conversazione, senza accorgersi che la barca avanzava con rapidità in direzione di uno scoglio. Ci fu un impatto violento, la barca si spaccò e cominciò ad affondare. La riva del fiume era ancora molto lontana... Il barcaiolo, sapendo nuotare, si buttò in acqua senza alcuna esitazione, lottò contro la forte corrente e riuscì a mettersi in salvo sull'altra riva del fiume.
Lo stesso, però, non accadde al “saggio”. Terrorizzato, egli guardava ora l'acqua, ora la riva, senza sapere che cosa fare per uscire da quella pericolosa situazione.
Allora il barcaiolo, esausto, ma ormai ben sicuro sulla terraferma, gli gridò: - Signor filosofo, sa nuotare? -
Lo studioso rispose: - Ho letto diversi libri sul nuoto e ho raccolto molte informazioni, ma non so nuotare.-
Così, visto che sapeva nuotare, sopravvisse solo il barcaiolo.

La conoscenza teorica dello studioso non gli fu di nessuna utilità. Allo stesso modo, per essere in grado di attraversare felicemente questo vasto oceano della vita, è più utile praticare la spiritualità e non solo acquisire conoscenze verbali. La scienza, la cultura, la filosofia sono valori umani preziosi e necessari, a patto che si fondino sull'esperienza.

martedì 5 aprile 2011

SATSANG: Amicizia con la Coscienza Divina




Le persone degenerano quando fanno affidamento su coloro che sono inferiori a loro. Facendo affidamento su coloro che sono uguali, rimangono le stesse. Facendo affidamento su coloro che sono superiori, raggiungono la perfezione. Fai quindi affidamento solo su coloro che sono superiori a te stesso. Tsong-Kha-pa

La compagnia dei i saggi è fondamentale per lo sviluppo spirituale, perché l'esempio e i suggerimenti di un consigliere di mente nobile è spesso il fattore decisivo che risveglia e alimenta il dischiudersi del nostro potenziale spirituale inutilizzato. - Bhikkhu Bodhi

Il concetto di satsang come attività spirituale o devozionale è ben noto ai seguaci di Induismo , Buddismo, Giainismo e Sikhismo. In generale, satsang è una congregazione di religiosi o persone spirituali che si riuniscono per ascoltare un Maestro o un discorso religioso o partecipare a qualche attività religiosa o spirituale, come il canto devozionale, la danza o la meditazione.
Il Satsang fornisce alle persone l'opportunità di tenersi impegnate in pensieri e azioni centrati sul divino e rimanere focalizzati sul proprio percorso spirituale. Se correttamente condotto, il satsang può generare vibrazioni di pensiero potenti, purificanti e ispiranti ed è in grado di generare le stesse vibrazioni nelle persone che partecipano, oltre a santificare il luogo dove i satsang vengono organizzati.

AMICIZIA CON LA COSCIENZA DIVINA

Letteralmente parlando, “sat” (सत्) significa “Coscienza Divina” o “Verità” e “sang” (संग) significa “essere con” o “essere associato con”. Satsang significa quindi amicizia o associazione con la Coscienza Divina o con la Verità stessa. Può essere praticato sia dal rimanere in compagnia di un essere sincero e puro, come un guru o un monaco, o in compagnia di persone devote a Dio. L'amicizia con una persona spirituale è anche una forma di satsang. Pensare a Dio o avere pensieri divini, leggere libri di ispirazione spirituale, visitare un tempio o un luogo di pellegrinaggio, sono altre forme di satsang. Alcune persone hanno la fortuna di nascere in una famiglia di esseri altamente spirituali. Altre dovranno cercare o persone spirituali con cui relazionarsi o qualche altro mezzo per la pratica del satsang.

La nostra natura di esseri umani ci porta ad attivare un qualsiasi tipo di associazione, 24 ore al giorno. Ma possiamo scegliere se essere in associazione con il Divino (Sat) o con il mondo materiale (Asat). Cos’è Sat e cos’è Asat? Questa discriminazione è importante. Le scritture hindu ci dicono che questo mondo è maya (asat) e Dio è Divino (Sat). Inoltre esse affermano che maya non ci appartiene, ma il Divino sì, ci appartiene, è nostro.

Tutti gli sforzi nella pratica spirituale sono volti al raggiungimento della Coscienza Divina, perché il successo nella vita - sia materialistica che spirituale - dipende dalla percentuale di consapevolezza, presente in ognuno di noi, del nostro essere Coscienza Divina. Sino a quando non avremmo raggiunto lo stadio in cui avremmo definitivamente sviluppato la piena Coscienza Divina in noi, è necessario ricorrere a una fonte esterna.

mercoledì 27 ottobre 2010

Dussera, la magnificenza e l'onnipotenza della dea Durga.


Il decimo giorno dopo il Navaratri è dedicato all’adorazione della dea Durga, che occupa una posizione molto speciale nel pantheon Hindu. Durga è la Shakti, l’energia cosmica che anima tutti gli esseri.
Secondo una leggenda Puranica collegata a questo giorno, il potente demone Mahisasur, vinse tutti gli dèi e il loro re, Indra, i quali, fuggiti, lasciarono alle spalle i loro regni. Chiesero quindi aiuto alla Trimurti, Brahma, Vishnu e Shiva. Venne deciso che l’unica soluzione era distruggere il demone, e così pregarono la Madre Divina Durga di fare il necessario. Dotata di armi letali, a cavallo di un feroce leone, la Dea, in tutta la sua tremenda maestà, vinse il maligno, senza tanti complimenti. Nel giorno di Dussera, dunque, si celebra la magnificenza e l'onnipotenza della dea Durga.

Nella maggior parte delle celebrazioni Hindu prevale la divinità maschile, come ad esempio Ganesh Chathurti, Krishnastami (Janmastami), Mahashivaratri, Ramnavami ecc, e anche quando vengono celebrate le divinità femminili, esse sono sempre ricordate come consorti di una divinità maschile: ad esempio Sita con Rama durante il Ramnavami, oppure Parvati con Shiva durante il Mahashivaratri. Ma durante il Navaratri la Madre Divina non è celebrata in quanto consorte di un dio maschile: anzi la Madre non ha consorte; Ella è totalmente indipendente ed è venerata per se stessa.

La storia della creazione di questa dea è molto interessante. Gli dei in cielo avevano deciso di creare un essere onnipotente che uccidesse il re demone Mahishasur che era pronto ad attaccarli. In quel momento una folgore abbagliante fuoriuscì dalle bocche di Brahma, Vishnu e Shiva e si trasformò in una ragazza bella e magnifica, con dieci mani. Poi tutti gli dèi la fornirono delle loro armi speciali. Quelle armi e armature sono molto artisticamente scolpite nelle sculture antiche di questa dea. L'immagine di Durga, la Madre Eterna che distruggere il demone Mahishasur su Chamundi Hills vicino a Mysore è il simbolo del confronto finale di un bisogno spirituale dell'uomo con le sue passioni Dushehra. La dea Durga rappresenta due forme di energia: una femminile, dolce e protettiva e l'altra feroce e distruttiva.

Significato spirituale

Dushehra è in memoria della distruzione dei vizi chiamati Ravana o maya. Questi cinque vizi sono:

Kama (Desiderio)
Krodh (Rabbia)
Lobh (Avidità)
Moh (Attaccamento)
Ahankaar (Ego)

Le Shakti come Durga, Saraswati ecc sono adorate come il ricordo della loro vittoria sui vizi. È importante notare che le armi mostrate nelle rappresentazioni della divinità sono solo simboli delle virtù che, praticate, sconfiggono i vizi. Queste Shiva Shakti vivono una vita di Purezza, Spiritualità e Divinità.

Dussera è considerato un giorno molto fortunato e propizio. Una credenza consacrata nel tempo afferma che ogni nuova avventura iniziata in questo giorno è destinata ad avere successo.

martedì 17 agosto 2010

Mudra: il loro mistero sfiora il Divino




Il ritorno di Sri Swami Vishwananda in Italia a settembre, sarà costellato da eventi il cui scopo è quello di sostenere ed incoraggiare i ricercatori spirituali sinceri. Insegnamenti di pratiche spirituali accessibili a chiunque, conversazioni spirituali in grado di chiarire, aiutare, scoprire la parte divina dentro di noi, rituali di purificazione il tutto sotto l’ amorevole guida di Swami.

Come è successo per gli eventi di Merano e di Jesolo, cercheremo, attraverso il blog, di dare alcune informazioni “in preparazione” degli incontri di settembre.
Parleremo in particolare dei mudra e dello yagna, quest’ultimo dedicato alla figura, purtroppo non molto conosciuta in Occidente, di un grande Santo indiano: Shirdi Sai Baba.

Iniziamo quindi con il corso sui mudra.
In questo giorni abbiamo terminato di tradurre la dispensa che verrà data ai partecipanti al corso, e vi possiamo già dire che i nuovi mudra sono bellissimi ed interessantissimi.
Ricordatevi che tutti gli insegnamenti che ci vengono trasmessi direttamente da un Maestro auto-realizzato custodiscono sempre al loro interno la Sua grazia e benedizione, che si attiva quando mettiamo in pratica queste conoscenze spirituali.

I MUDRA


I mudra sono posizioni delle mani o del corpo che stimolano il sistema nervoso fisico, le nadi energetiche ed il corpo mentale ed emozionale. I mudra influenzano inoltre le funzioni fisiche del respiro, i processi del cervello e le funzioni interne del sistema nervoso unitamente ai vari terminali nervosi del sistema nervoso simpatico e parasimpatico che influenza il sistema respiratorio.

I mudra, chiamati anche yoga delle mani, hanno in realtà al loro interno una forza molto più potente di un “semplice” yoga, perché lavorano non solo sul corpo fisico ed energetico ma, in associazione ai mantra, sono portatori di grandi benefici spirituali.

I mudra sono di grande importanza: sono innumerevoli le immagini di molti grandi maestri con le mani in pose specifiche, che rafforzano e sottolineano l'importanza dei mudra.

Sulle icone cristiane spesso vediamo Cristo con il Prana Mudra (Dare vita).


Nella tradizione Hindu, Krishna è spesso rappresentato con l' Abhaya Mudra (simbolo di protezione, benedizione e dispersione della paura) così come la maggior parte delle divinità indiane.








Mentre il Buddha posa con quello che si può dire il mudra più conosciuto: il Gyaana Mudra (conoscenza e saggezza).





Praticare i mudra richiede uno sforzo minimo ed è possibile praticarli in qualsiasi tempo e luogo, senza alcun problema.

Nonostante lo stress che spesso satura la nostra vita, siamo costretti a vivere di tanto in tanto dei periodi di riposo ed attesa. Cosa succede al nostro umore quando ci troviamo bloccati in mezzo al traffico o in fila davanti ad uno sportello, oppure quando scopriamo di aver perduto il treno o stiamo a girare i pollici davanti al computer, quando siamo a letto con l’influenza?
I momenti che potrebbero diventare occasione di noia, fastidio, conflitti interiori o frustrazione possono invece diventare occasione di rigenerazione e comunione con se stessi grazie alla pratica dei mudra.

MUDRA è un termine che racchiude molti significati. Indica un gesto una posizione mistica delle mani, un sigillo o persino un simbolo. Le posizioni simboliche delle dita e del corpo possono raffigurare vividamente alcuni stati o processi della consapevolezza; viceversa posizioni specifiche sono in grado di evocare gli stati di consapevolezza che simboleggiano. I mudra impegnano alcune zone del cervello e/o dell’anima e allo stesso tempo esercitano una specifica influenza su di esse.



Ogni area della mano è una zona di riflesso di una parte associata del corpo e del cervello. Possiamo dunque considerare le mani come uno specchio del nostro corpo e della nostra mente.

Non si può comprendere sino in fondo l’essenza dei mudra, perché il loro mistero sfiora il Divino. Ogni mudra crea uno speciale collegamento con la consapevolezza cosmica.

sabato 31 luglio 2010

Il ruolo del Guru




Darshan, 24 Luglio 2010 (prima parte)

Jai Gurudev.
E' bello vedere tutti voi. Come sapete, domani è il Gurupurnima, un giorno veramente speciale; ci si potrebbe chiedere perchè abbiamo bisogno di un Guru. Molti dicono: “Io non ne ho bisogno, non ho bisogno di un maestro, non ho bisogno di qualcuno che mi guidi.” Ma se non avete bisogno di un maestro o di una guida, come mai andate a scuola, perchè ci andate? Non ne avete bisogno, no? La stessa cosa accade nel cammino spirituale.

Dio ha creato due mondi, è questo quello di cui sto parlando: uno è il mondo spirituale, l'altro quello materiale. Quest' ultimo consiste in alcune cose che tutti fanno: correre dietro la ricchezza, il successo e il potere. Inseguono tutto ciò che può esistere solo in questo mondo e che è limitato esclusivamente a questo piano fisico. Così quando queste poche cose vengono tolte alle persone che le stanno inseguendo, cosa resta? Niente, zero! Chiedi a queste persone: “Cosa hai realizzato nella vita?” Loro risponderanno: “niente”, oppure parleranno di qualcosa che fa parte di questa limitazione. Mentre la vita spirituale, il mondo spirituale, è l'opposto. Si brama di conoscere il Divino, si desidera capire il Divino, si ha nostalgia del Divino.

Ma non è solo questo. È difficile quando non si ha un obbiettivo, quando non si sa dove si sta andando; e soprattutto oggi, in questo momento, non molti lo sanno. Questa conoscenza ve la può dare solo un maestro; solo un Param Guru, un Sat Guru può darvela; tutto il resto vi darà una certa distanza, certe restriziono e poi cosa succede? Che si resta sempre in questo circolo. Immaginate la grazia che Dio vi ha dato, in primo luogo, di essere nati in forma umana, e poi di essere spirituali, di cercare lo scopo della vostra vita, di cercare di raggiungere il Divino. Fra 8.4 milioni di specie di vita sulla terra, voi avete avuto in dono questo corpo umano e si dice che fra questi 8.4 milioni di specie di vita, l'essere umano è la più elevata. Perchè? Perchè l'essere umano può ragionare, l'uomo ha la capacità di ragionamento.

Purtroppo al giorno d'oggi gli uomini la stanno perdendo. Questa capacità di ragionare è stata donata solo al genere umano. Prendendo in considerazione la nascita nel regno animale, la mucca è considerata, fra le varie specie, una delle forme più elevate di vita animale. Dopo essere stata una mucca, essa può nascere come essere umano, ma certo una mucca non può raggiungere il Divino. Quanta bhakti può avere una mucca? Quanta devozione? Una mucca si limita a fare il suo dovere, ma la capacità di ragionare è solo del genere umano. Se usate questo ragionamento e analizzate voi stessi, conoscerete il vostro obbiettivo nella vita, saprete dove vi state dirigendo, altrimenti sarete solo una marionetta, sapete, un piccolo burattino, e qualunque cosa la gente vorrà che facciate, voi lo farete: è così che funziona la società. Quando si diventa schiavi della società, si diventa come marionette; la società vuole che voi andiate a destra e voi andrete a destra, vuole che andiate a sinistra e voi andrete a sinistra, ma per quanto riguarda voi? Facendo questo gioco vi perderete.

venerdì 30 luglio 2010

La bellezza del Signore

Carissimi Amici
questa mattina ho ricevuto da Bhushan questa interessantissima informazione ed ho pensato di condividerla con tutti i lettori del nostro blog. Potrebbe essere l'inizio di una bella e proficua collaborazione tra tutti voi ed il blog italiano. Che ne pensate? Chi desidera condividere notizie, pensieri, aneddoti o il resoconto di un incontro con Guruji, può inviare il proprio scritto a me o a Pramoda, e volentieri lo pubblicheremo sul blog.



Il Signore Vishnu, il Divino che sostiene la creazione, secondo la tradizione Hindu è legato al chakra del cuore e uno dei Suoi simboli è la conchiglia.
La conchiglia è una struttura perfetta ed è costruita dal mollusco formando una bellissima spirale che ruota in senso orario. Anche il nostro cuore, in particolare la struttura delle sue arterie, ha la una forma a spirale che ruota in senso orario.
Queste due particolarità non sono una semplice coincidenza.
Recentemente un gruppo di ricercatori dell'Università di Berkeley, in California, ha scoperto un particolare gene nell'embrione dei molluschi che provoca l'avvolgimento a spirale della conchiglia.
La cosa soprendente è che noi esseri umani e i molluschi condividiamo lo stesso gene: lo stesso gene che sviluppa la conchiglia con la sua bellissima forma è lo stesso gene che da forma al nostro cuore.
Ecco come si manifesta la bellezza e l'intelligenza del Signore.

Bhushan Marco Moretti

lunedì 3 maggio 2010

SATSANG CON SRI SWAMI VISHWANANDA


Carissimi
vi annuncio con piacere che Guruji ha deciso di tenere un satsang sabato 15 maggio a Jesolo presso il Villaggio Marzotto, dove si svolgerà sia il Gayatri Yagna (sabato 15 maggio) sia il Darshan (domenica 16 maggio). L'incontro sarà alle ore 20.30 ed è aperto a tutti.

SATSANG

Satsang è una parola sanscrita che deriva da “sat”,che significa “verità”, e “sanga”, “compagnia”. Detto questo, possiamo trovare diverse interpretazioni di questa parola. Alcuni la spiegano come “ la compagnia della verità”, oppure “compagnia dei santi o dei saggi”; Altri dicono che significa “ studio o lettura delle Sacre scritture”. Altri ancora la descrivono come “comunione spirituale”. Ma alla fine tutti questi significati ci fanno capire che Satsang è la ricerca della nostra vera natura. Sia in compagnia di un Santo o attraverso gli insegnamenti di un Santo, il Satsang è un incontro esteriore che ci permette di guardare più in profondità dentro noi stessi.
Ogni tanto Sri Swami Vishwananda tiene dei satsang e ciascuno di essi è un’esperienza unica. Di solito il satsang inizia con qualche canto. Swami può anche iniziare con una meditazione guidata, oppure con una sessione di domande- risposte, o ancora con un discorso. A volte si riferisce ad un tema specifico, a volte invece parla più in generale.
Riguardo il Satsang, Swami dice :”Se io parlo sempre e voi ascoltate, non è un vero Satsang. Dobbiamo condividere insieme.” Così Satsang non significa solo che un maestro parla e i discepoli ascoltano, ma piuttosto diventa la condivisione di storie in un clima famigliare.